Musicoterapia & Teatro

“Arti terapie nella riabilitazione

Destinatari: Medico (tutte le discipline) – Psicologo e Psicoterapeuta – Terapista della neuro e psicomotricità età evolutiva – Logopedista – Terapista occupazionale – Fisioterapista – Educatore – Infermiere – Infermiere pediatrico – Ostetrica/o Tecnico della riabilitazione psichiatrica (aperto anche a coloro che sono interessati all’argomento) POSTI LIMITATI

  • Strumenti differenti dal linguaggio verbale
  • Sensorialità; dall’IO penso quindi sono, all’IO sono quindi penso, sento e voglio
  • Elementi base del suono e del teatro Sperimentazione sonoro-musicale di scene autobiografiche
  • Creatività ed espressione nell’arte terapia
  • Esercitazioni pratiche
  • Conclusioni e verifica finale

 

CORSI RICONOSCIUTI DAL MIUR

Quota di partecipazione € 100.00

 

Abstract per la Conferenza/Laboratorio  “Musicoterapia & Teatro; Arti Terapie nella Riabilitazione”

 

Scopo del laboratorio è di poter dare a tutti, ma in particolar modo agli insegnanti, agli operatori sociali e a tutte quelle figure professionali impegnate nella relazione d’aiuto come psicologi, psicoterapeuti e psichiatri una introduzione a strumenti differenti dal linguaggio verbale, per poter comunicare e condividere i propri stati cognitivi, d’animo e corporei. Vivere momenti in cui saggiare creativamente la sensorialità sarà un’opportunità per estrinsecare il proprio essere nel qui ed ora rovesciando l’assioma cartesiano dell’ “ io penso quindi sono” con “l’io sono quindi penso, sento e voglio”. Attraverso la guida del Musicoterapeuta/ TeatroTerapeuta, con una formazione anche pedagogica ,  i partecipanti saranno accompagnati nelle possibilità dell’espressione dei linguaggi non verbali come strumenti armonizzatori della sfera cognitiva, psichica e corporea. Il laboratorio avrà una durata di circa 7 ore e si articolerà in 2 fasi. I partecipanti sperimenteranno gli elementi di base dell’arte del mondo dei suoni e del  teatro.

La fusione/punto di incotro delle due Arti avverra’ all/inizio della seconda fase attraverso  l’improvvisazione  sonoro-musicale  secondo  il  modello  Riordan / Bruscia   per rappresentare scene autobiografiche sulla base della tecnica dello psicodramma analitico di matrice adleriana e junghiana, ma anche di sperimentare e apprendere la drammatizzazione sonoro-musicale di qualsiasi tipo di materiale psichico,  attraverso la rappresentazione sonoro-musicale sia concreta che simbolica, a fini preventivi, riabilitativi e più propriamente psicoterapeutici. La tensione sarà rivolta al desiderio e l’attesa di ciò che si vuole esprimere, ciò che si può esprimere e ciò che si è espresso. Quello che accade tra artista e spettatore su di un piano ben preciso di creatore e percettore in questo laboratorio sarà ribaltato nel rapporto utente / arteterapeuta, la creazione non avrà nessun fine utilitaristico ma esclusivamente creativo e espressivo. L’anelito sarà riscoprire e rinvigorire il pensiero del cuore che l’uomo senza l’arte non è tale ma solo una scheggia del suo essere.

Bibliografia:

Kenneth Bruscia, Modelli di Improvvisazione in Musicoterapia, Ed. Ismez ,2011

Kenneth Bruscia, Casi clinici di musicoterapia (bambini ed adolescenti), Ed.Ismez, 1995.

Giulia Cremaschi Trovesi, Musicoterapia arte della comunicazione,Ed. Magi, 2007

Marco Gilardone, Musicoterapia e disturbi della comunicazione, Omega Edizioni, Torino, 2004.

Alfredo Raglio, Musicoterapia e scientificità: dalla clinica alla ricerca, Ed.Franco Angeli, Milano, 2008.

Musica tra neuroscienze, arte e terapia, Ed.Musica Practica,  2007.

Radaelli Ambra, La musica salva la vita. Il «sistema» delle orchestre giovanili dal Venezuela all’Italia,Ed. Feltrinelli, 2012.

Venezuela: uno dei posti al mondo dove vivere è più difficile, tra crimine e povertà. Tre membri della popolazione urbana su dieci vivono nei barrios, baraccopoli dove manca tutto. Eppure nel paese, oggi, sono 350 mila i bambini e ragazzi a rischio che attraverso la musica trovano un senso alla vita, un riscatto sociale, spesso una professione. A volte, diventano essi stessi star internazionali, come è accaduto a Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, Edicson Ruiz. È il miracolo del Sistema, creato da José Antonio Abreu nel 1975 a Caracas, e da lì esteso a ogni angolo del Venezuela e poi a tutto il mondo. Nel 2012 sono 285 le scuole di musica sparse per il paese latinoamericano; si comincia a giocare con le note già a due anni, e poi ci sono i corsi nelle carceri e le iniziative dirette ai portatori di handicap. Soprattutto, ci sono infinite orchestre, cori, gruppi, per imparare a suonare ma anche per crescere. Grazie a generosi sostegni soprattutto pubblici, il Sistema può contare su una rete capillare di orchestre per bambini e giovani, in cui l’educazione musicale è completamente gratuita (compresi strumenti, spartiti e, se necessario, cibo e vestiti). E sta diventando un modello non solo per i paesi in via di sviluppo. Claudio Abbado (che firma la prefazione) ha annunciato che intende portare in Italia il “Sistema”. Questo libro racconta la storia di José Antonio Abreu, ma anche di un modello artistico, educativo e sociale valido a tutte le latitudini: la storia di un’utopia realizzata.

 

A cura di G.Manarolo, Le cure musicali. Applicazioni musicoterapiche in ambito psichiatrico, Ed.Cosmopolis, 2012.

I contributi dei vari autori del volume, divisi in tre sezioni (età evolutiva, adulti, anziani) testimoniano la realtà applicativa dell’approccio musicoterapico ormai diffusa su tutto il territorio nazionale. Metodologia inserita con successo nei percorsi terapeutico-riabilitativi delle diverse realtà impegnate nella tutela della salute pubblica (Asl, università, centri privati convenzionati…) e in particolare inerenti il disagio psichico nelle sue diverse espressioni.

Gerardo Manarolo, Psicologia della musica e musicoterapia. Appunti per un dialogo, Ed.Cosmopolis, 2009.

Lecourt Edith, Analisi di gruppo e musicoterapia. Il gruppo e il sonoro, Ed.Cittadella, 1996.

 

Salvo Pitruzzella, Manuale di Teatro Creativo,200 tecniche drammatiche da utilizzare in terapia, educazione e teatro sociale. Ed.FrancoAngeli 2004

Il termine “teatro creativo” utilizzato in questo libro si riferisce ad una qualità del processo drammatico che può essere presente in ogni forma teatrale e che è particolarmente enfatizzata in alcune forme teatrali “di frontiera”: l’essere un processo il cui principale risultato è connesso con le trasformazioni che mette in moto nelle persone che vi prendono parte. Trasformazioni che possono essere proficuamente indirizzate verso la crescita sana della persona e lo sviluppo delle sue potenzialità, sia quando il processo drammatico è finalizzato alla pratica del teatro come arte, sia quando esso è collocato all’interno di cornici più ampie.

L. Dotti, Storie di vita in scena. Il teatro di improvvisazione al servizio del singolo, del gruppo, della comunità,Ananke edizioni, 2006

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